Dalla terra, prima ancora del vino.
Tutto ha origine da un vigneto, un pezzo di terra ereditato dalla madre, Rosa, coltivato senza un progetto preciso, più per legame che per ambizione. È qui che Pasquale Gentile, fondatore di Curtomartino, inizia passando tempo tra i filari, tra prove, tentativi e curiosità; il vino arriva così, in modo naturale, non come obiettivo ma come conseguenza. Anno dopo anno cambia lo sguardo: quello che era semplice passione prende forma, diventa attenzione, poi metodo. Ogni scelta pesa un po’ di più, ogni dettaglio conta, e quel vigneto smette di essere solo un punto di partenza.
Curtomartino nasce lì,
dalla terra, prima ancora del vino.
Pasquale Gentile – Founder
Dove tutto ha radici.
Curtomartino nasce da un luogo che esiste da milioni di anni, nel cuore della Murgia, ad Acquaviva delle Fonti, dove la Grotta di Curtomartino rappresenta una delle espressioni più profonde del carsismo pugliese.
Qui, nel tempo, l’acqua ha scavato la roccia calcarea creando cavità, passaggi e stratificazioni che conservano tracce di epoche lontane, dalla formazione geologica fino alla presenza dell’uomo. È un luogo in cui la terra non è mai stata immobile, ma ha continuato a trasformarsi, trattenendo memoria. Da bambino, Pasquale, passava le giornate proprio lì, nei pressi della grotta, giocando con i suoi compagni tra la terra e la pietra, in uno spazio libero che faceva parte della quotidianità. Col tempo, quello stesso, luogo ha iniziato a cambiare significato, rivelando una profondità che prima era solo intuizione. Oggi i vigneti si sviluppano nei dintorni della grotta, nello stesso terreno che per secoli ha custodito e trasformato ciò che è passato. La grotta resta il centro, una sorta di calderone naturale in cui materia, tempo e storia si incontrano e si mescolano. I vini nascono da questa continuità, portando con sé ciò che questo luogo ha accumulato nel tempo.
Curtomartino è il nome di una zona e di una contrada del Comune di Acquaviva, il territorio è caratterizzato da una natura profondamente carsica. Questa combinazione di roccia calcarea, argilla e microelementi minerali conferisce ai vini una marcata identità territoriale: struttura, equilibrio e una piacevole freschezza che ne esalta la complessità aromatica.
Gesti ancestrali
La raccolta delle uve è il momento più delicato.
I vigneti sono coltivati secondo principi biologici, in un contesto naturale in cui la vite convive con alberi da frutto e aree boschive, contribuendo a mantenere equilibrio e biodiversità. La gestione segue pratiche agricole attente e misurate: nelle vigne più vecchie, ad alberello e spesso secolari, l’aratura viene ancora eseguita con il cavallo, per preservare la struttura del suolo e rispettarne la storia.
La vendemmia avviene esclusivamente a mano, con una selezione attenta già in campo, per garantire che solo le uve migliori arrivino in cantina. I grappoli vengono raccolti in cassette e trasferiti rapidamente, evitando stress e ossidazioni. Accanto alle varietà principali, coltiviamo vitigni autoctoni e destiniamo parte dei terreni alla sperimentazione e al recupero di varietà antiche e ancestrali, con l’obiettivo di preservare un patrimonio che appartiene al territorio. Per le basi spumante, sia rosate che bianche, le uve vengono immediatamente stoccate in cella frigorifera, così da abbassarne la temperatura e preservarne l’integrità aromatica fin dalle prime fasi della lavorazione.
Ogni scelta è orientata a un principio preciso: mantenere intatto ciò che nasce in vigna.
Il territorio
Il territorio di Acquaviva delle Fonti, nel cuore della Murgia, è un equilibrio naturale fatto di luce, vento e profondità. Qui si estendono oltre 20 ettari di vigneti, radicati su suoli prevalentemente calcarei, arricchiti da componenti argillose e minerali che costringono la vite a lavorare in profondità, restituendo vini con struttura e identità. Siamo in un’area di grande valore ambientale, parte del Parco Nazionale dell’Alta Murgia, caratterizzata da un paesaggio aspro e autentico. Il clima è diretto: estati calde e luminose, bilanciate dalla ventilazione costante del Maestrale, che preserva freschezza e sanità delle uve. È una terra esigente, che richiede attenzione e rispetto, ma che quando viene interpretata correttamente restituisce vini autentici, espressione chiara del carattere dell’Alta Murgia.
Il cuore del processo
La cantina nasce dal recupero di un vecchio hangar industriale, restaurato e progettato dal fondatore Pasquale Gentile come uno spazio funzionale, pensato per lavorare con precisione e continuità. Ogni ambiente è organizzato per seguire tutte le fasi della produzione, mantenendo controllo e coerenza in ogni passaggio.
Le uve, raccolte esclusivamente a mano e selezionate direttamente in vigneto, arrivano in cantina in cassette e vengono subito stoccate in cella frigorifere, così da preservarne integrità e qualità. La vinificazione avviene in serbatoi di acciaio a temperatura controllata, per garantire pulizia e definizione. Gli affinamenti si svolgono in un’area dedicata, a temperatura e umidità controllate, utilizzando anfore in gres porcellanato e barriques in rovere francese, scelti in base alle caratteristiche di ogni vino.
All’interno della cantina è presente anche l’impianto di imbottigliamento, che consente di seguire direttamente l’intera filiera produttiva, dalla lavorazione delle uve fino alla bottiglia. Un sistema costruito per mantenere coerenza, dove ogni dettaglio contribuisce al risultato finale.



